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Differenza tra Psicoterapeuta e Psicologo clinico: forse non lo sapevi

Aggiornamento: 13 feb


C'è ancora molta confusione sulla differenza tra la professione di psicologo e quella di psicoterapeuta. Per scegliere il percorso giusto per te, però, è fondamentale capire cosa distingue queste due figure.


Partiamo dalle basi: la formazione.

Una volta abilitato e iscritto all’Albo (sezione A), lo psicologo ha completato una laurea triennale e una laurea magistrale abilitandosi all'esercizio della professione dopo un tirocinio ed esame. La formazione successiva — spesso chiamata “alta formazione” — insieme ai contesti di tirocinio e alle esperienze lavorative, definisce in modo concreto i suoi ambiti di competenza e quindi la sua specializzazione.


Nell'"alta formazione" rientrano: master secondo livello, corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione, dottorato di ricerca ecc.

La scuola di psicoterapia NON è l'unica specializzazione dello psicologo.


Tra i percorsi di alta formazione ci sono le scuole di psicoterapia: si tratta di specializzazioni quadriennali riconosciute che abilitano all’esercizio della psicoterapia. Lo psicoterapeuta può essere uno psicologo o un medico/psichiatra che, oltre alla propria abilitazione di base (iscrizione all’Ordine degli Psicologi o all’Ordine dei Medici), ha conseguito la specializzazione in psicoterapia. Per questo si incontra spesso la dicitura “psicologo/psicoterapeuta” o "medico/psichiatra/psicoterapeuta: la professione di base è psicologo (o medico) e il titolo aggiuntivo di specializzazione è psicoterapeuta. Per verificare l’abilitazione conviene quindi controllare l’Ordine professionale di riferimento e se lì è presente anche la qualifica di psicoterapeuta. Generalmente, chi è psicologo clinico diventa anche psicoterapeuta (preciso che ogni laurea magistrale in psicologia permette di intraprendere la formazione psicoterapeutica, purché psicologi iscritti all'ordine albo A), perché, di fatto, lo psicoterapeuta "è come se fosse uno psicologo clinico" specializzato nel trattamento dei disturbi mentali che utilizza specifici protocolli per la guarigione del disturbo in relazione all’orientamento psicoterapico. Per esempio, uno psicologo che si è formato con una magistrale in psicologia sociale e iscritto all'ordine— e quindi, di fatto, è uno psicologo sociale —, per diventare psicologo clinico dovrà intraprendere un percorso di alta formazione che lo formi in ambito clinico: potrebbe essere un master oppure la scuola di psicoterapia (consapevole che, rispetto a uno psicologo clinico che ha svolto una magistrale in psicologia clinica, dovrà aggiungere uno studio supplementare dell’ambito clinico).


In sintesi, rispetto allo psicologo, lo psicoterapeuta è il professionista formato in modo specifico per la presa in carico e il trattamento dei disturbi psicopatologici ( per intenderci "da DSM"), applica metodi e protocolli coerenti con il proprio orientamento teorico. Ma la maggior parte delle persone non sono disturbate, rientrano in quella condizione psicologica , potremmo dire di disagio, dove si hanno problemi su alcune aree dell'esistenza ma si va avanti, senza crollare. Il funzionamento c'è ma qualcosa non va. È in questa area che opera lo psicologo a pieno titolo, non solo nelle fasi di disagio, ma anche in quelle di prevenzione, supporto, riabilitazione, abilitazione psicologica e psicoeducazione.


Quindi va detto per chiarezza che, per legge e deontologia, anche lo psicologo non psicoterapeuta può operare in contesti clinici e sanitari, anche con utenti che presentano sintomi o sofferenze psicologiche, esercitando la propria autonomia professionale fin dove gli compete. La differenza chiave è che il trattamento psicoterapeutico strutturato dei disturbi clinici resta di competenza dello psicoterapeuta; ma la valutazione psicologica (diagnosi), la consulenza e il sostegno al disagio rientrano a pieno titolo nell’attività dello psicologo clinico.


Pertanto uno psicologo non specialista in psicoterapia non è affatto tenuto ad operare solo in ambito “non clinico”: può svolgere colloqui clinici, somministrare test, formulare diagnosi psicologiche e persino seguire utenti con sintomi, a patto di rispettare i limiti imposti dalla legge (ovvero non applicare psicoterapia in senso formale). Può svolgere in autonomia attività cliniche – come ad esempio la valutazione di personalità o l’abilitazione di abilità cognitive, la gestione dello stress, ecc. – e prendere in carico utenti con un certo livello di sintomatologia, fin quando questa non configuri in un disturbo grave che richiede psicoterapia specialistica. In tal caso lo psicologo è tenuto a fare un invio a un collega psicoterapeuta.



Di fatto, lo psicologo è il professionista sanitario della cura psicologicae fare terapia psicologica di supporto e abilitazione/riabilitazione rientra nelle sue competenze, mentre la psicoterapia è un tipo specifico di terapia attuato con metodi riconosciuti su psicopatologie diagnosticate.


In definitiva, non serve che sia tu a etichettare il tuo dolore prima di chiedere aiuto. Che si tratti di un percorso psicologico o di psicoterapia, l'obiettivo finale resta unico: il tuo benessere. A noi professionisti spetta il compito di indicarti la strada corretta, a te spetta solo quello — coraggioso — di fare il primo passo."

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Ciao,
sono la Dott.ssa Sara Sulejmani

sono una Psicologa Clinica e credo nel potere della consapevolezza come primo passo verso la guarigione. Qui condivido articoli per aiutarti a capire meglio la psicologia e a prendere le decisioni migliori per la tua salute mentale.

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