Quale è la differenza tra Psicologo clinico e Psicologo?
- Dott.ssa Sara Sulejmani
- 19 gen 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 25 gen
Aaah la psicologia, affascina tutti e tutti ne parlano, ma quanta confusione c'è su questa professione? Oggi vorrei chiarire che non tutti gli psicologi sono uguali e che la formazione e i campi di esperienza determinano la cornice di expertise di questa figura, molto più di altre professioni.
Ripetete con me: " Non tutti gli psicologi sono uguali!".
Bene, chiariamo le basi. Tutti gli iscritti alla Sezione A dell’Albo professionale portano il titolo di Psicologo (previa laurea magistrale, tirocinio ed esame di Stato), ma non tutti svolgono la loro attività nello stesso settore. Per poter essere chiamati psicologi occorre essere iscritti all'ordine degli psicologi albo A, avere le lauree non basta per essere chiamati psicologi, questo è il requisito imprescindibile.
Attenzione: sul sito degli ordini degli psicologi regionali italiani potreste trovare professionisti con la dicitura Albo B, quelli non sono psicologi. Fate attenzione a questo.
La psicologia è infatti una disciplina ampia con diversi ambiti applicativi.
Quando si parla di psicologo clinico ci si riferisce in particolare a uno psicologo che opera nell’ambito della salute mentale e del contesto sanitario, occupandosi di valutazione e intervento sulle difficoltà psicologiche degli individui. In genere, lo psicologo clinico ha seguito un percorso formativo ad orientamento clinico (laurea o master in psicologia clinica, psicologia dinamica, neuropsicologia clinica, ecc.) e ha svolto tirocinio in contesti sanitari, acquisendo competenze specifiche in colloquio clinico, psicodiagnostica e gestione della relazione d’aiuto.

Quando è utile contattare uno psicologo clinico?
Questa figura è quella di riferimento quando si desidera intraprendere un percorso di valutazione psicologica (assessment) e di consulenza sul proprio malessere emotivo o comportamentale, quando si vuole conoscere e capire se stessi, e se si vuole sapere quale figura specialistica nel campo della salute mentale è più adatta a noi ed iniziare un percorso psicologico.
È quindi utile, scegliere lo psicologo adatto alle proprie esigenze verificandone il percorso formativo e professionale. Se si cerca aiuto per ansia, umore depresso, stress emotivo, difficoltà relazionali o altre problematiche personali, è opportuno orientarsi verso uno psicologo clinico o comunque uno psicologo che dichiari competenze in ambito clinico.
Esistono diversi "tipi" di psicologo: psicodiagnosta, psicologo clinico, psicologo del lavoro, psicologo dello sviluppo, psicologo sessuologo, psicologo forense, psicotraumatologo, psiconcologo, neuropsicologo, psicologo sociale, psicologo/psicoterapeuta ( con diverso orientamento psicoterapeutico). Tutti questi possono esistere contemporaneamente generando un expertise unico. Uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale potrebbe essere anche psicotraumatologo esperto in psicologia d'emergenza e utilizzare EMDR. Uno psicologo clinico psicodiagnosta potrebbe anche essere CTP per il tribunale come psicologo forense ed operare anche nel privato come clinico. Vien da se che se come professionista ho lavorato solo nelle aziende come psicologo del lavoro( iscritto all'albo) e decido di iniziare la mia pratica clinica, non avrò abbastanza esperienza e conoscenza senza una adeguata formazione e pratica clinica. Di fatto l'ordine degli psicologi non vieta a psicologi del lavoro che non hanno esperienza nell'ambito clinico di non poter operare in tal senso, basta essere psicologi iscritti all'ordine degli psicologi, sta a voi guardare con attenzione la formazione e l'esperienza del professionista a cui vi affidate.
Nulla toglie che uno psicologo del lavoro che voglia operare all'improvviso come clinico non possa fare un ottimo lavoro, ma è giusto che il cliente sia consapevole delle differenze così da poter capire se cambiare e a chi affidarsi. Come dico spesso la consapevolezza rende liberi.



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